Considerazioni sulla L. 3/2018 (Legge “Lorenzin”)

di Franco Toniolo
(Presidente SISS)

La SISS, accogliendo sollecitazioni pervenute da più parti, tenta di chiarire la situazione e di illustrare le prospettive derivanti dall’approvazione della Legge n. 3/2018 (c.d. “Lorenzin”), sulle professioni sociosanitarie.
La legge, all’art. 5, istituisce l’area delle professioni sociosanitarie (comma 1) e norma la procedura per l’istituzione di nuove professioni sociosanitarie, tramite accordo da approvare dalla Conferenza StatoRegioni, con la definizione dei relativi profili professionali (comma 2). Dopo altre indicazioni procedurali riguardanti, ad es., l’ordinamento didattico, al comma 5 vengono elencate le professioni sociosanitarie ricomprese nell’area istituita; fra esse il sociologo. Ciò solleva alcune domande relative alle condizioni e prospettive del sociologo, avendo presente che la c.d. “Legge Madia” ha riorganizzato le Aree contrattuali, e il sociologo dirigente (ruolo tecnico) è stato ricompreso, assieme ad altri ex SSN, nell’Area Regioni ed Enti
locali.
Per evitare soggettive interpretazioni in questa fase un po’ confusa, si ritiene opportuno riportare alcuni passi di un lungo documento pubblicato su “Quotidiano Sanità” online del 18/1/18 (che diffonderemo integralmente), a firma di Saverio Proia (sociologo), uno degli attori della Legge in questione.

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